mercoledì 9 aprile 2014
Bomba o non bomba sono pomodori
Basta che non sia Meridionale
Cercasi banconista ma che non sia meridionale
Annuncio di lavoro su ebay. Esclusi coloro che sono nati a sud di Roma e gli stranieri
del 07 Aprile 2014 15:43
Speriamo che sia uno scherzo. Che sia un malriuscito pesce d'aprile fuori tempo massimo. Che sia una provocazione lanciata sul web così, per vedere l'effetto che fa. Se invece questo annuncio di lavoro comparso su ebay fosse vero, allora ci sarebbe veramente da preoccuparsi. Niente meridionali o stranieri per un banconista di un locale fiorentino che si definisce “prestigioso” e dunque automaticamente fuori target per chi è nato a sud di Roma o peggio. Cos'è, un reflusso gastroesofageo residuo dei prosperi, per alcuni, e miserabili per altri, anni '50 e '60 in cui altrettanto miserabili padroni casa affiggevano sdegnosi cartelli alle loro pure povere case avvertendo che non si affittava ai meridionali? Cos'è, un gesto di becera affermazione di sintonia con quei quattro disperati veneti che giocavano con un trattore? Se non è uno scherzo, se è una vera offerta di lavoro, questo annuncio è un'indecenza. Oltre ad essere illegale, visto che legge vieta qualunque tipo di discriminazione legata al sesso e alla provenienza etnica. Ma di questo evidentemente non si preoccupano i titolari della "prestigiosa location nel centro storico", visto che sopra ogni altro requisito quello massimamente importante è che l'aspirante banconista non provenga dal sud, o che non sia straniero.
Certo, deve poter parlare inglese, e sappiamo quanti giovani italiani padroneggiano l'idioma della regina Elisabetta, deve avere conoscenza del settore e, ovviamente, voglia di lavorare. Cosa che notoriamente ai giovani e ai disoccupati del sud manca. E che fa difetto anche agli stranieri, che sono venuti a frotte nel nostro Paese per goderne il clima e le bellezze d'arte, mica per andare ad alzare i mattoni al nero, o per fare gli schiavi delle piantagioni di pomodori. Ecco, nell'Italia del 2014 accade anche questo, indecentemente, senza alcuna remora o timore. Accade, forse, perché da anni con una nazione che non c'è, la brumosa, ariana ed evanescente Padania si fomentano l'odio, i luoghi comuni e l'ignoranza, si spiana la strada ad improbabili indipendentisti da garage, si seminano intolleranza e stupidità. Con questi ovvi, consequenziali, ignobili risultati.
Che bella classifica
Dove il cancro uccide di più (per città e patologia)
I preoccupanti dati del Pascale. Gli scienziati: ora uno studio specifico su esposizione a sostanze tossiche e stili di vita
del 06 Aprile 2014 07:06
Da uno studio del Pascale presentato nei giorni scorsi, scopriamo quali sono i comuni della Terra dei fuochi dove si muore di più di cancro. Si tratta di un lavoro coordinato dall’epidemiologo Maurizio Montella e dall’oncologo e tossicologo Antonio Marfella, una ricerca realizzata sulla base dei dati di mortalità Istat dei 57 Comuni individuati dalla legge 6, ex decreto Terra dei fuochi, tra gli anni 2000 e 2008. Secondo i dati Istat, in Campania si registra una mortalità di circa il 10% maggiore che nel resto d’Italia, e, nelle province di Napoli e Caserta, la percentuale sale al 20%.
Lo studio fotografa una situazione ma nulla aggiunge al nesso di causalità tra inquinamento e tumore, ancora tutto da dimostrare (e, come abbiamo scritto altre volte, del tutto indimostrabile). Gli studiosi, infatti, avvertono che “sarebbe utile uno studio specifico in grado di stabilire connessioni precise tra alterazioni bio molecolari, esposizione a sostanze tossiche e stile di vita nei singoli tumori”. Anche se Montella stesso dichiara che, nell’area dove la mortalità è maggiore, “nel corso di alcuni decenni sono state aperte numerose discariche di rifiuti altamente tossici, dall’asbesto al Pcb ai metalli pesanti”.
Gli studiosi lamentano il silenzio con cui Asl e uffici regionali hanno risposto alle frequenti richieste di dati sulla mortalità, tanto che Tonino Pedicini, direttore generale dell’Istituto Pascale di Napoli, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati in questione, invita chi è in possesso di banche dati adeguate a metterle a disposizione della comunità scientifica.
Piuttosto che pubblicare le tabelle riguardanti le diverse tipologie tumorali come diffuse dal Pascale ai giornali, abbiamo preferito rielaborare le stesse per Comune, in modo da avere un quadro preciso delle singole realtà territoriali, della maggiore incidenza, in esse, di alcune tipologie di cancro e della maggiore mortalità registrata per alcuni tipi di tumore. Ecco cosa emerge:
Acerra: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al colon retto, alla vescica, al polmone.
Afragola: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato, al polmone, alla vescica, per tutti i tumori che colpiscono le donne, per tumore al fegato; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al colon retto e alla mammella.
Arzano: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato, al polmone; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro alla vescica, al colon retto.
Bacoli: è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al fegato, alla mammella.
Brusciano: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al colon retto, al polmone, alla vescica, per tutti i tumori che interessano le donne.
Caivano: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato, al polmone; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro alla vescica, per tutti i tumori che riguardano le donne, per cancro alla mammella.
Camposano: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al polmone.
Casal di Principe: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al polmone, alla vescica, al fegato, alla mammella.
Casalnuovo di Napoli: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al colon retto, al polmone, alla vescica, per tutti i tumori che riguardano le donne.
Casaluce: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al polmone, al fegato, alla mammella.
Casapulla: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al fegato, al colon retto, alla vescica.
Caserta: presenta una differenza statisticamente significativa per tumore al fegato; è uno dei comuni con mortalità in eccesso per cancro al colon retto, al polmone, alla vescica, alla mammella.
A volte ...........
L’Agenzia delle Entrate scrive alla mamma di Riccardo
Il direttore regionale: “sconcertante” il caso della tessera sanitaria al piccolo morto, “le sono vicino come papà”
del 08 Aprile 2014 05:51
L’Agenzia delle Entrate ha un’anima, un volto umano, un nome che sa di dolce, tenero, quello del suo direttore regionale, che ha compiuto, ieri, un gesto semplicissimo, che in qualsiasi mondo civile dovrebbe essere considerato scontato, ma che qui da noi, dove tutto è ridotto a numeri e a fredde comunicazioni burocratiche, diventa un raggio di sole che squarcia le nuvole, l’anormalità.
Parliamo di Libero Angelillis, direttore regionale dell’Agenzia, che il 2 aprile scorso ha scritto una lettera ad Anna Magri, mamma del piccolo Riccardo Improta, per manifestarle la sua solidarietà, lettera che Anna ha aperto ieri mattina e che le ha cambiato la giornata.
Come ricorderete, Riccardo è morto cinque anni fa per leucemia linfoblastica acuta, nella Terra dei fuochi, ma la Sogei, qualche settimana fa, a distanza di anni dalla sua morte, gli ha fatto recapitare a casa la tessera sanitaria con una bella lettera di accompagnamento a firma Caldoro. Un episodio, successivamente definito “spiacevole” dall’ufficio stampa della Regione, in un comunicato in cui attribuiva tutte le responsabilità dell’invio alla Sogei. Ebbene, Libero Angelillis scrive alla mamma di Riccardo perché colpito proprio da questa notizia, letta sui giornali: “Ho appreso dalla stampa lo sconcertante episodio del recapito della tessera sanitaria intestata a suo figlio. Sono rimasto particolarmente scosso pensando a quello che può aver provato in quel momento”, scrive. Finalmente uno che non definisce “spiacevole” ma “sconcertante” l’invio di una tessera sanitaria a un bambino morto nella Terra dei fuochi da cinque anni.
Basterebbe già solo questo a rendere unica la lettera, ma Angelillis continua: “Non ci dovrebbero essere scuse per errori simili. Non le scrivo per rappresentare le ragioni dell’Agenzia delle Entrate – peraltro non responsabile dei mancati aggiornamenti dei dati anagrafici dei cittadini – quanto per esprimerle umana vicinanza e profondo rispetto per il suo dolore”. Niente scuse, dunque, avvisa il direttore regionale della Campania, non ce ne sono, non sono possibili, non c’è altro da fare che esprimere rispetto e dolore. Parole che dovrebbero essere scontate, naturali, ma che dopo quel freddo comunicato scaricabarile della Regione sembrano quasi un arcobaleno.
“Come padre, prima ancora che come uomo delle istituzioni – continua Angelillis – sento di manifestare piena solidarietà per la sua vicenda personale e grande apprezzamento per l’impegno che sta profondendo insieme ad altri a difesa del diritto alla salute dei cittadini e soprattutto dei bambini della devastata terra dei fuochi”. Non solo si scusa, Angelillis, manifesta la sua vicinanza e il suo rispetto, ma ringrazia persino Anna per il suo impegno. E stupisce tutti quanti noi.
“Dopo tanta tristezza una gioia – cometa Anna Magri – la dimostrazione che non sono tutti uguali, nelle istituzioni, che non tutti se ne fregano, che non per tutti è scontato accada una cosa del genere. E anche la certezza che non stiamo perdendo tempo”.
E sorride Anna, e anche la sua voce sorride, finalmente: dopo giorni resi bui dall’aver ricevuto una lettera intestata al figlio morto, torna anche a credere di poter fare davvero qualcosa per la sua terra. Grazie a una lettera da parte dell’Agenzia delle entrate, grazie a un volto umano e a parole così semplici che dovrebbero far vergognare chi ancora non ha trovato il tempo di pronunciarle, o scriverle.
Iscriviti a:
Post (Atom)